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libro, diario, racconto, lettera, oggetto –
pagine senza parole, parole per immagini, immagini raccontate -

io in quanto donna, io in quanto artista.

da donna riempiamo pagine, diari, racconti, lettere, talvolta invisibili, lette sottovoce, nascoste nel buio cassetti, che dormono nel silenzio;
da artista produciamo libri -

e nel farlo, come in ogni ambito, occorre lavorare il doppio, per evitare e superare pregiudizi, luoghi comuni, banalizzazioni e generalizzazioni a priori che colorano di rosa e aggiungono fiori e merletti a libri fatti da donne -

prescindendo da tematiche femminili e/o femministe, ciò che intendiamo valorizzare è un’arte di donna come produzione artistica fatta da donna, con tutte le specificità che essa comporta -

le pagine che ci corrispondono superano la dimensione privata, non necessariamente condivisa con altre, e non necessariamente escludente –

alle possibilità e capacità, partendo da sé, di dire, si aggiungono quelle di tradurre il proprio mondo per chi vorrà ascoltare -
dal momento in cui, da artiste, ci si espone ad altre ed altri, io, io-donna, le mie pagine nascoste nel cassetto, il mio bisogno di dire, assumono caratteri più ampi, appunto perché, da quel momento, la mia esperienza ed il mio sentire riguardano anche e più persone -

il carattere, ora trasversale, della ricerca permette, così, al privato di entrare nel pubblico, e viceversa; e il prodotto di tale ricerca è un libro che parte da me –
perché tutto parte da me –

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