donne in viaggio

da donna a donna, immagini

“donne in viaggio” e nello specifico questa mostra che si chiama “da donna a donna,

immagini” - 
mi lascia un po’ addolorata il fatto di dire “donne in viaggio” dal momento che sui giornali di oggi è scritto di maria e marina, due donne argentine di rispettivamente 20 e 21 anni, che sono state trovate uccise su una spiaggia in ecuador avvolte in dei sacchi di plastica: l’unico torto che avevano era che viaggiavano sole - 
addirittura c’è il commento, di uno psichiatra (non ricordo di quale paese), che dice “beh ma due donne sole lì se la cercano”: ora, io non so voi, ma io non ho mai sentito di due uomini uccisi in viaggio perché viaggiavano da soli e neanche che se la sono cercata - poi sole non erano, erano in due, e anche il poter viaggiare in giro per il mondo da sola penso sia un diritto visto che il mondo è di tutte e tutti - detto questo, il nostro progetto si chiama appunto “donne in viaggio”.
da che cosa nasce: in realtà l’origine è l’incontro mio con francesca marone che è docente
all’università federico II e tiene questo laboratorio “donne in genere e formazione”; noi ci
siamo incontrate e ci siamo piaciute e ad un certo punto ci siamo dette “vogliamo lavorare
insieme, vogliamo collaborare” e abbiamo pensato a questo progetto - 
che cosa abbiamo fatto: abbiamo messo in relazione un gruppo di donne, di giovani donne, di allieve del laboratorio “educazione all’immagine” della professoressa marone e un gruppo di mie allieve del laboratorio di pittura e tecniche performative; abbiamo pensato che magari potessero lavorare insieme e ricercare, quindi scambiare delle cose - a loro volta, loro hanno incontrato alcune donne provenienti da altri paesi che si sono stabilite a napoli, o comunque nel nostro territorio, e che sono esempi di una possibile integrazione. hanno realizzato questi incontri, hanno scambiato, alcuni gruppi di più altri di meno, delle cose e hanno realizzato poi racconti fatti di parole, di fotografie che si sono scattate reciprocamente; c’è stata poi la rielaborazione delle immagini nel laboratorio per cui abbiamo portato nel laboratorio di pittura l’università e abbiamo convinto tutte, persino la professoressa marone di cui ci sono delle fotografie che lo testimoniano - 
qual era il senso di questo progetto: evidentemente quello di tentare di stabilire delle
relazioni diverse, relazioni tra me e francesca, relazioni tra le ragazze, relazioni con le donne
che sono venute a vivere qua, anche relazioni tra la realtà dell’accademia e quella
dell’università, tra immagine e parola, tra le donne immigrate e quelle stanziali e tra le donne di napoli - 
quello che mi preme molto dire qui è che la qualità di queste relazioni è assolutamente
identica, cioè abbiamo tentato di espungere qualsiasi sospetto o di moda o folcloristico: la
relazione che abbiamo io e francesca è della stessa qualità di quella che hanno le ragazze tra di loro e di quelle che abbiamo avuto con le donne che abbiamo incontrato: è chiaro che con donne che sono portatrici di altre culture ci può essere più interesse o a volte più difficoltà legate alla comunicazione, ma la motivazione che ci ha mosso è esattamente la stessa - 
io sono la stessa quando la mattina metto i piedi a terra, telefono alla mia amica, prendo la
metropolitana, vado nel negozio e poi vengo qua a parlare con voi - 
questo è il tentativo che noi abbiamo voluto fare e proporre alle nostre istituzioni (istituzioni
che già si parlavano precedentemente), che nel momento in cui la centralità e il nostro
desiderio di restare insieme e di incontrarci in qualche modo accolgono questa diversità
questo tentativo di diversità di relazioni ne restano assolutamente illuminate - 
allora il tessere relazioni è pratica politica delle donne: noi pensiamo da sempre che queste
modalità siano le uniche possibili per cambiare il mondo e sicuramente portare felicità nella
nostra vita o più felicità nelle nostre vite -
a questo punto, prima di concludere con i ringraziamenti, desidero che ognuna delle donne in viaggio dica il suo nome e il suo luogo di provenienza in modo da ribadire la loro presenza qua oggi e da farvi conoscere il loro viso -

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